East Market or not?.......vivi al City Life?

East Market or not?.......vivi al City Life?

Oggi è festa, oggi è l'8 Dicembre, è festa! Sono stato stato in giro per Milano e poco prima delle 12 ero al CITY LIFE, un posto stupendo! un posto allucinante!


Nel area dei padiglioni della vecchia fiera in città, hanno costruito quest'area pedonale immensa e ci hanno messo dentro ed intorno più di 80 negozi, ristoranti, etc.

Un giornata intera dedicata allo shopping? Si, molti l'hanno spesa così; ho osservato molto e non ho potuto fare a meno di comparare la shopping experience di oggi con quella che ho avuto Domenica scorsa.

Ho trascorso la mia Domenica con Gloria (mia sorella) da EAST MARKET, una altra Domenica di shopping? In un certo senso, sì .......però a voler ben guardare, no! .....infatti non ho comprato niente ne Domenica .... ma neppure oggi. Eppure non esito a definire queste due giornate come due belle giornate di shopping!

Ho osservato bene tutti i dettagli che mi circondavano sia Domenica che oggi, Ho guardato le persone intorno a me, ho cercato di capire le loro ragioni per comprare li dove eravamo, ho ben guardato cosa vendevano tutti, perché e come.

Oggi, moltissimi negozi erano di abbigliamento e accessori .... la stragrande maggioranza, per i Milanesi il termine shopping si traduce, per lo più, con acquisto di abbigliamento.

Tutti i grandi nomi e firme del momento erano presenti, tutti con la loro bella vetrina; il posto adeguato per comprare tutto quello che riguarda le ultime tendenze della moda conclamata, o delle diverse tendenze e "correnti"  della moda.
Hai visto qualcosa in televisione che ti piace e che vorresti indossare? Bene, qui sicuramente lo trovi. Qui avrai pane per i tuoi denti, qui tutti i tuoi desideri troveranno la loro soddisfazione.

Tutto ben ordinato nelle vetrine, tutto con colori sfavillanti, limpidi e puliti .....mai indossati. Qualsiasi cosa (a secondo dei gusti) ti fa venir voglia di acquistarla e i prezzi sono accettabili, abbordabili, comprensibili a misura delle nostre tasche. Sembra quasi tutto esposto per la nostra singola soddisfazione che decideremo di scegliere questo piuttosto che quello .......tutto è lì per noi.

Una processione di negozi sfavillanti che posso soddisfare anche le richieste più diverse, le voglie più estreme di essere unici ma riconoscibili, identificabili in un proprio stile; già che ciascuno di noi è comunque diverso e desidera comunque differenziarsi ed essere riconosciuto come tale, come unico!

Conosco persone che comprano l'etichetta più alternativa e più singolare del momento. Sono le stesse persone che ti dicono il nome di cosa indossano come se fosse qualcosa di unico e dedicato solo a loro ....quasi non si trattasse di una produzione in serie, industriale, quasi fossero gli unici ad indossare quel capo.

.... e quindi, via! Andiamo tutti a comprare quello che desideriamo comprare per essere visibilmente diversi ma: sportivi, casual, radical chic, trendy, etc. Già che questa è la grande stagione degli acquisti. Quello che si spende per l'abbigliamento in Dicembre .....non si spende in tutto l'anno.

.....e poi c'è l'altra esperienza, quella di Domenica scorsa.

Quasi 50 anni fa era esplosa una moda che ci consigliava di comprare abbigliamento  usato di epoche precedenti e di colpo c'è stata un'esplosione di negozi di abbigliamento usato che per lo più erano situati in Corso Garibaldi. Per alcuni anni i Milanesi più moderni, più controcultura, più alternativi
 .....coloro che facevano tendenza, si sono vestiti lì nei negozi dell'usato di Corso Garibaldi,

Non è stato solo un fenomeno stagionale della moda, era nato un nuovo concetto sociale "genera e costruisci le nuove tendenze di moda"; per la prima volta le regole del fashion non erano più appannaggio di pochi eletti, le firme! Ciascuno poteva esprimere il proprio stile inventando qualcosa che spesso diventava tendenza di moda.

Spesso l'industria della moda prendeva spunto da queste tendenze che nascevano nei mercatini dell'usato e da lì generava la produzione di massa  per soddisfare un numero più grande di individui che preferivano seguire la moda dettata da altri. Molte volte si sono visti i grandi stilisti bazzicare questi ambienti dove nasceva la controcultura della moda alla ricerca di nuovi spunti, idee, ispirazioni, etc.

Poi il tempo ed il turn over della ciclicità della moda hanno diminuito in pochi anni il numero di coloro che continuavano a vestirsi con abbigliamento usato; diminuito purificandolo ad un numero di estremi appassionati che non sentivano ragioni di ciclicità .... era nato un fenomeno sociale, nasceva la tribù di coloro che si vestono solo di abbigliamento usato, coloro che non seguono le indicazioni della cultura di massa,  coloro che essenzialmente vivono in una dimensione sociale che si distingue da tutte le altre, coloro che vivono di controcultura, coloro che vivono una vita di alternative ..... non a tutti costi, ma nella precisa distinzione di una scelta non consumistica.

Il numero si era di molto ridotto, tanto dal far quasi sparire i negozi di abbigliamento usato di Corso Garibaldi. Poi, piano a piano, con il passare degli anni, è riemerso alla luce ....questa nuova tendenza di shopping (forse però la parola shopping non è la più adeguata) e non si tratta più di solo abbigliamento, c'è anche l'arredamento, oggettistica, etc. ....  un mondo di cose "riciclate" a nuova vita .... anche cambiandone la finalità di utilizzo .....i tasti di una vecchia macchina da scrivere che diventato la parte esterna di un gemello da camicia, etc.

Questo è East Market un  esplosione di contro cultura, un mercato ispirato ai mercati della east London, un luogo dove da poco più di un'anno  si concentrano tutte le alternative al vestire "secondo consumo".

Un posto dove la nostra fantasia è stimolata da idee incredibili, idee che non avevamo mai osato pensare. Uno stile di abbigliamento, uno stile di vita. Alla ricerca di qualcosa di diverso che ci compiaccia per la scelta unica ed acuta che abbiamo avuto ......shopping? (forse sì, forse si chiama ancora così).

E' sufficiente visitarlo e guardarsi un po' intorno, vedere lo stile delle persone che lo frequentano per rendersi conto che si tratta di un fenomeno sociale, non più solo una tendenza di moda. chi vive di questa cultura manifesta la sua individualità, diversità non solo con il vestire .....ma con tutto il suo essere e con tutto il suo pensare. Bellissimi da vedere, allucinanti da capire.

I frequentatori sono di tutti i tipi, i curiosi/turisti (in visita ad un fenomeno già famoso), i nostalgici della passata epoca dell'abbigliamento usato e coloro che più o meno intensamente vivono di questa nuova cultura alternativa. Anche qui le persone indossano la loro contro cultura con uno sfoggio fiero e consapevole di essere osservati, ammirati. Fieri ed orgogliosi di essere diversi ....diversissimi, sicuramente unici e assolutamente non omologati.

Quindi alla fine delle mie due giornate di "shopping" il succo, l'estratto, il concentrato dei significati che muovono tutte queste persone, in entrambi i luoghi, è più o meno identico: andiamo a vestirci per riconoscerci, ma per identificarsi, in un unico stile, omologato dai grandi della moda o dalla controcultura .........si però è inverno! Copriamoci!

Ciaooooooooooooooo


Claudio Crovi
Dicembre 2017















Commenti